Cosa non dire alle coppie che stanno soffrendo per un lutto perinatale

 

Lutto perinatale-by-Martin-Hudacek

Ottobre è il mese mondiale per la consapevolezza sul lutto perinatale. È Un problema grave e di cui ancora si parla molto poco: in Italia ogni anno 2.500 famiglie perdono il loro bambino nell’ultimo trimestre di gravidanza o nei primi giorni di vita.

Può capitare a tutti di entrare in contatto con chi ha vissuto questo dramma, e ciò che si comunica o non si comunica incide sul vissuto dei genitori in lutto, che possono provare una sensazione di solitudine e isolamento.

Queste sono alcune delle frasi che, anche se possono essere dette con le migliori intenzioni, fanno sentire ancora più sola e incompresa la coppia.

 

“Siete giovani, farete presto un altro figlio!”

Camilleri ne “Il casellante” scrive:

” – E tua moglie?

– Il dottore dici che non è ‘n pericolo. Naturalmente, ha perso il bambino…

– Mi dispiace. ma per fortuna siete giovani e…

Quel discurso a Nino non gli piacì. I figli non sunno come l’ova, che sinni rumpi uno, la gaddrina ne fa un altro”.

Per una coppia ogni figlio è unico e insostituibile. Anche se si hanno altri figli, o la possibilità di averne in futuro, si vive il lutto per quel figlio, di cui si erano immaginati i tratti del volto, che già si sognava di tenere tra le braccia.

Inoltre non è corretto dire che presto si può fare un altro figlio, perché occorre del tempo per accertare le cause di morte e del tempo affinché la coppia ricrei uno spazio mentale adeguato per fare posto all’idea di un altro bambino.

 

“Ma quello non era un bambino, era un feto!” oppure “Capita a molte donne, non preoccuparti!”

Spesso alle coppie che hanno perso un bambino nei primi mesi di gravidanza capita di sentire questo. Non ha importanza l’età cronologica del bambino, ma l’investimento affettivo che la madre e il padre avevano posto su loro figlio, e quanto quella coppia avesse iniziato a fantasticare sul suo divenire famiglia. Il dolore non è standardizzabile secondo canoni o tabelle, e l’impatto di un aborto spontaneo può essere assolutamente traumatico e merita sempre attenzione.

 

“Devi essere forte per tutti e due” (al padre)

Molto spesso viene sottovalutato il fatto che anche i padri sono colpiti duramente da questo lutto. Loro di solito si trovano più caricati di compiti e responsabilità, senza avere uno spazio personale per affrontare le emozioni e i vissuti correlati all’evento. È bene quindi dare al padre il riconoscimento di questo dolore, e trasmettergli l’idea che ha tutto il diritto di ricevere un sostegno esattamente come la madre del bambino.

 

“Sono passati sei mesi e piangi ancora?”

Non si può quantificare quanto tempo è necessario ad una persona per elaborare un lutto, e farla sentire sbagliata. Non è una colpa provare determinate emozioni, e far sentire questo giudizio non aiuta sicuramente.

 

“Lavora ed esci di più, così non ci pensi”

Il dolore di un lutto non può essere magicamente cancellato sobbarcandosi di impegni, e questo, ad ogni modo, sarebbe sbagliato per arrivare una vera elaborazione ed accettazione dell’evento. Le coppie hanno bisogno di tempo e di attraversare determinate fasi: il lutto perinatale è traumatico perché biologicamente inaspettato ed è un evento innaturale (sono i figli che solitamente sopravvivono ai genitori…). Non si dovrebbe pressare la coppia a far finta che nulla sia successo e a mostrare di essere tornati come prima.

 

È difficile trovare le parole giuste per essere di conforto, ma a volte basta mettersi nei panni di chi sta attraversando questo evento. Spesso si sta molto in difficoltà di fronte al dolore altrui, e quando non si sa esattamente quale sia la cosa migliore da dire si può semplicemente comunicare la propria presenza e disponibilità o trasmettere la propria vicinanza anche “solo” con un abbraccio.

 

Dott.ssa Maria Grazia Flore

Per informazioni, domande o richiedere un appuntamento: flore.mga@gmail.com – 328.3451863.

 

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