Le straordinarie competenze sensoriali del feto

Durante la gravidanza tanti genitori si chiedono: il bambino ci può sentire? Avverte la nostra presenza? Che influenza hanno lo stato d’animo della mamma e tutto l’ambiente intorno a lui?

donna_incintaDa alcuni anni a questa parte abbiamo una risposta scientifica a questi quesiti: le tecniche ad ultrasuoni hanno permesso di osservare in tempo reale le reazioni del feto alle stimolazioni esterne; si è potuto mettere in relazione stimoli esterni, risposte del feto ed età gestazionale, e i risultati sono sorprendenti.

Udito: le prime reazioni ai suoni si registrano verso le 16 settimane, mentre a 24 le capacità uditive sono già simili a quelle dell’età adulta. Alcuni esperimenti hanno messo in luce che alcune settimane dopo il feto riesce a distinguere tra suoni diversi.

Tatto: a 8 settimane inizia a esserci sensibilità cutanea, a 32 settimane tutto il corpo mostra reazioni agli stimoli tattili.

Gusto: a 14 settimane sono già sviluppati gli organi gustativi, al punto che già a quest’età aumenta l’inghiottimento del liquido amniotico quanto più contiene sostanze zuccherine.

Vista: fino alla ventiseiesima settimana di gestazione le palpebre non si dischiudono, ma il feto sembra essere comunque in grado di localizzare gli stimoli visivi anche in precedenza perché reagisce con accelerazioni della frequenza cardiaca a fasci di luce proiettati sull’addome materno.

Olfatto: si sviluppa tra le 11 e le 15 settimane, e quasi sicuramente i recettori vengono stimolati dall’aroma delle sostanze presenti nel liquido amniotico, visto che nelle prime ore dopo la nascita il neonato riconosce gli stimoli olfattivi sperimentati in utero.

L’attività motoria inizia a esserci dalle 6 settimane, ma dopo le 10-15 settimane compaiono proprio delle risposte alle stimolazioni provenienti dal mondo esterno o dal corpo materno. Il piccolo intorno alle 23 settimane inizia persino a sognare, si evidenziano infatti i segnali comportamentali del sonno R.E.M., che a 30 settimane occupa il 100% del sonno.

Vari studi hanno dimostrato come il feto abbia capacità di memorizzazione e quindi di apprendimento. A poche ore dalla nascita i bambini mostrano di preferire il battito cardiaco a qualsiasi altro suono, e di riconoscere quello della propria madre riuscendo a distinguerlo dagli altri; allo stesso modo i neonati dimostrano di prediligere la voce della madre a quella di altre persone. Ancora più stupefacente è che preferiscono ad altre favole quella sentita ripetere tutti i giorni nell’ultimo trimestre di gravidanza. Tutti questi dati ci mostrano dunque le incredibili capacità di memorizzazione che ha il bambino ancor prima di nascere.

Mentre oggi si dà per scontata l’influenza di una relazione positiva tra genitori e bambino nella crescita di quest’ultimo, queste scoperte ci dicono una cosa molto importante: che la vita psichica inizia a formarsi ancor prima della nascita, e che l’interazione tra genitori e feto ha un’influenza significativa.

Ad esempio tramite le ecografie si è potuto osservare la reazione fetale di avvicinamento a una manifestazione di affetto, e la reazione inversa qualora si senta rifiutato; il bambino risponde agli stimoli fastidiosi con rapidi movimenti, e traspare dalla sua mimica facciale una reazione emotiva negativa. Risulta anche capace di “gridare” se, nel corso di una visita ginecologica entra casualmente aria nell’utero.

È stato dimostrato che le positive esperienze sensoriali del feto ne promuovono lo sviluppo della mente e del corpo: questi bambini avrebbero un precoce sviluppo psicologico, fisico e interazioni migliori con i loro genitori. Da qui deriva l’importanza dell’instaurare una comunicazione amorevole con lui dal periodo della gravidanza, del dargli attenzioni e di fare in modo che l’ambiente di vita e lo stato d’animo della madre sia il più sereno possibile.

È vero che il feto (e il bambino una volta nato) possiede una grande capacità di adattamento e recupero che gli permette di ritrovare un equilibrio anche dopo traumi notevoli, tuttavia la qualità dell’ambiente materno è largamente determinante per la qualità di questo equilibrio. È di grande importanza, dunque, che una madre viva la sua gravidanza conducendo per quanto possibile una vita sana, equilibrata, affettivamente felice, attiva ma senza eccessi: questo offre al bambino l’ambiente ideale per svilupparsi in modo armonioso.

Può essere utile ai genitori riassumere i risultati degli studi sulla vita prenatale in forma di consigli pratici:

• Considerare il bambino già prima della nascita un membro della famiglia.
• Entrare in contatto con lui attraverso le parole, le carezze, la musica.
• Comunicargli la presenza emotiva, che favorisce il suo sviluppo e la capacità relazionale.
• Dedicare più tempo possibile al bambino durante la gravidanza in modo che il suo sviluppo sia più facile e armonico.
• Tener presente che ciò che vivrà in utero permarrà in lui inconsciamente e influenzerà il suo futuro.

 

Riferimenti bibliografici:

Della Vedova A., La vita psichica prenatale: breve rassegna sullo sviluppo psichico del bambino prima della nascita, da www.psychomedia.it

Janus L., (1997), Come nasce l’anima. La nostra vita psichica prima e dopo la nascita, Ed. Mediterranee, Roma.

Nutricati A. S. (2009), La psicologia prenatale e il tempo, Psychofenia n.21.

Relier J. P. (1993), Amarlo prima che nasca. Il legame madre-figlio prima della nascita, Le Lettere, Firenze.

Annunci