Affidamento a rischio giuridico: il coraggio dei genitori affidatari

7655580426_5e59b6d46fTra le varie tipologie di affido, una delle più problematiche quanto a difficoltà delle procedure e a vissuti d’ansia e di dolore da parte del bambino e degli affidatari, è l’affidamento a rischio giuridico.

Con esso si intende “il collocamento di un minore, sottoposto al procedimento per l’accertamento dello stato di adottabilità, in attesa della definizione del giudizio”. Un esempio di questo tipo di affidamento è il caso in cui una madre decide di non riconoscere il figlio alla nascita ma ha un periodo di tempo per ripensarci; o casi di bambini con gravi problematiche familiari. E’ considerato a rischio perché sussiste il rischio connesso all’esito dei ricorsi pendenti in Corte d’Appello e in Cassazione. Comporta che il minore potrebbe tornare nella sua famiglia d’origine; tempi lunghi prima della conclusione della procedura; il mantenimento dei rapporti con la famiglia d’origine, incontrando i famigliari in luoghi neutri in presenza di un operatore.

Alla coppia che si rende disponibile non basta l’idoneità all’adozione, perché i coniugi devono valutare la propria attitudine alla gestione di situazioni emotivamente destabilizzanti; essi dovrebbero essere in grado di stabilire un rapporto affettivo con il bambino nonostante l’incertezza dell’esito della procedura; mantenere atteggiamenti non giudicanti rispetto alla famiglia d’origine; stabilire e mantenere una buona collaborazione con servizi e istituzioni; accettare le possibili regressioni del bambino al rientro dalle visite in luogo neutro.

E’ comprensibile che tutto questo sia estremamente difficile per una coppia. Quali possono essere i vissuti di due coniugi che sognano di adottare il bambino che hanno in affidamento in modo così precario?

Innanzitutto questa scelta comporta un confronto tra i coniugi, il capire se può andare bene per entrambi. I dubbi possono essere molti: se ci affezioniamo e poi ce lo portano via? Come faremo, nel caso, ad affrontare questa separazione e a farla affrontare al bambino nel migliore dei modi?

Una volta deciso di percorrere questa strada, quando arriva il minore a casa nei primi periodi in genere si prova una grande gioia, perché il bambino è stato tanto desiderato. E’ fondamentale in questa fase cercare di conoscere più cose possibile del bambino per instaurare un bel rapporto con lui, e per questo è necessaria una solida collaborazione con l’istituto che ha tenuto il bambino in custodia fino a quel momento; è indispensabile che gli operatori siano sensibili e disponibili per fornire ai genitori affidatari le informazioni di cui hanno bisogno per capire le esigenze del bambino, le sue abitudini, cosa gli piace e cosa no, come poter prenderlo nei momenti di crisi.

Dopo un po’ di tempo passato insieme e una relazione creata subentra sicuramente la paura della sofferenza per un distacco. E’ importante essere pronti a prendere in affidamento a tempo determinato e non per sempre, ma, emotivamente parlando, è molto difficile non temere per un allontanamento del bambino. La situazione estremamente precaria preoccupa costantemente i genitori affidatari: lo si vorrebbe adottare anche subito, ma si ha paura di non riuscirci, e i servizi lo ricordano sempre, per onestà verso di loro. In tutto ciò una cosa molto difficile da realizzare è il non far passare queste ansie e paure al bambino, che ha il diritto di vivere in un ambiente sicuro e sereno, che non ha probabilmente mai avuto prima. La coppia deve saper tollerare e affrontare col bambino le sue possibili regressioni dopo essere stato agli incontri con la famiglia d’origine. E’ importante in questi casi accogliere e contenere le emozioni del bambino, senza lasciarsene sopraffare, ma permettendogli un’elaborazione, cosa tuttavia non facile per la coppia che è emotivamente coinvolta in tutta la situazione.

Ciò che può aiutare una coppia affidataria nei momenti difficili è il pensare che comunque per il bambino, in quel momento, loro sono la soluzione migliore possibile.

Possiamo notare quanto possa essere difficile per una famiglia affrontare questa situazione; proprio per questo diventa fondamentale l’avere il supporto costante dei servizi, il non sentirsi mai soli e il ricevere le informazioni sulle vicende giuridiche in modo tempestivo e corretto.

Come possono vivere nel modo migliore possibile questo processo i genitori e alleviare la pressione al bambino? Questi sono i suggerimenti del’Anfaa (Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie): farsi dare la documentazione relativa alla storia del minore, con foto, giochi preferiti, tappe della sua vita; farsi fornire una conoscenza completa della situazione famigliare e personale del bambino; ricorrere senza timori ad un supporto psico-sociale a livello familiare, anche di gruppo, inserendosi in gruppi di sostegno, durante tutto il periodo dell’affidamento.

Naturalmente non sono cose che i genitori possono fare in autonomia, ma con la piena collaborazione dei Servizi e della Magistratura, estremamente necessari per una buona riuscita di un affido.

Bibliografia

Comelli I., Greco O. (2011), Tra le braccia un figlio non tuo. Operatori e famiglie nell’affidamento di neonati, Franco Angeli, Milano.

Criticità e proposte per il rischio giuridico, consultato su http://www.anfaa.it.

Il rischio giuridico, consultato su http://www.anfaa.it.

Un’esperienza di affidamento a rischio giuridico, consultato su http://www.anfaa.it.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...