Adolescenza: genitori e figli davanti al cambiamento

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 “La caratteristica più importante dell’essere genitori è fornire una base sicura da cui un bambino o un adolescente possa partire per affacciarsi nel mondo esterno e a cui possa ritornare sapendo per certo che sarà il benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste, rassicurato se spaventato”.

J. Bowlby

L’adolescenza (dal latino adolescentia, derivato dal verbo adolescĕre, «crescere») è quel processo psicologico, culturale, sociale e biologico in cui si acquisiscono le caratteristiche della condizione adulta. In questa fase bella, difficile e delicata della vita, sia i ragazzi che i genitori possono incontrare delle difficoltà. Gli adolescenti si trovano davanti ad alcuni compiti importanti nel loro sviluppo:

  • Accettare le trasformazioni fisiologiche e la maturazione sessuale: in certi casi, specie se si verifica un grande scatto di crescita, l’adolescente può vivere il proprio corpo come “altro da sé”, come non integrato; può sentirsi goffo, impacciato o inadeguato. Le trasformazioni fisiche e ormonali comportano talvolta anche il non saper come rispondere ai propri impulsi e desideri.
  • Darsi un’identità nuova rispetto a quella infantile: un ragazzo ha bisogno di un certo periodo di tempo per abbandonare la vecchia identità infantile e darsene una caratterizzata da maggiore autonomia. Se in passato oltre alla protezione e al’affetto ci sono state anche esperienze di indipendenza, per il giovane sarà più facile.
  • Rendersi autonomi dai genitori, non solo sul piano concreto ma anche su quello emotivo. Questa indipendenza è necessaria per poter far parte maggiormente del mondo sociale ed avere via via una vita amorosa e sessuale. I genitori devono essere pian piano “disinvestiti” dai sentimenti, per poi “investire” un partner degli stessi affetti. Tuttavia in questa fase c’è sia il bisogno di essere autonomi che quello di essere ancora protetti e guidati. I genitori possono lasciar svincolare loro figlio senza particolari problemi, ma a volte questo processo può essere difficoltoso, perché non si vorrebbe rinunciare al proprio ruolo e accettare che la relazione si sta trasformando.
  • Darsi una scala di valori e obiettivi: nell’adolescenza si mettono in discussione valori, ideali e credenze, il ruolo della famiglia, della scuola, la religione; si forma un orientamento politico e si cercano risposte alle domande esistenziali; si valutano le prospettive per il futuro.

Possiamo vedere l’adolescenza come una fase della vita che mette davanti alle esigenze di separazione e di individuazione dei ragazzi, ma in cui ovviamente anche i genitori sono coinvolti e si trovano a fare i conti con i temi della crescita e del distacco. La funzione genitoriale che aveva funzionato fino a quel momento si basava sull’ asimmetria e sul bisogno di supporto del bambino da parte dell’adulto. L’adolescente, invece, propone nuovi bisogni e nuove distanze. I genitori sono confrontati con un cambiamento totale: dove, fino ad un certo punto, si trattava di esserci, ora si tratta di non esserci, mantenendo però ugualmente presenza e funzione genitoriale. E’ un compito quasi paradossale: si tratta, per gli adulti, di modificare l’identità di genitori di un bambino, ed assumere l’identità di genitore di un individuo che va verso l’età adulta ma per certi versi è ancora bambino. I genitori si devono confrontare e rispondere alla ribellione, alla sfida. Come diceva Winnicott: “Dove c’è un ragazzo che lancia la sua sfida per crescere, là deve esserci un adulto pronto a raccoglierla… perché a livello profondo, nella fantasia inconscia, si tratta di una questione di vita o di morte per l’adolescente”. Così sarà possibile per i figli trovare la propria strada, senza  sensi di colpa e momenti di crisi, dovute fondamentalmente agli obblighi di lealtà nei confronti dei propri genitori. Il ruolo e la funzione genitoriale in questo periodo diventa dunque estremamente difficile. Risulta difficoltoso accettare che pian piano il proprio figlio sta diventando indipendente, e ancora più problematico è accettare i suoi agiti aggressivi, i suoi silenzi, le diversità rispetto a qualche tempo prima o rispetto a come si sperava sarebbe diventato. A volte si ha un vissuto di impotenza, di non saper proprio come fare per riuscire a capirlo e ad averci una comunicazione aperta. Si ha la sensazione di averle provate tutte per avvicinarsi a lui, ma che tutti gli sforzi siano stati vani. In questa fase per i genitori è particolarmente importante il fatto che, man mano che il figlio si svincola, si deve trovare un nuovo equilibrio sia di coppia che come singoli individui, rivalorizzando i propri spazi, sia coniugali che individuali. Ma non sempre questo è facile e scontato. Per accompagnare il proprio figlio in questa fase due cose sono molto importanti:

  • l’accettazione incondizionata per quello che è e la valorizzazione delle sue qualità personali, senza pretendere che sia secondo il proprio modello ideale;
  • il controllo, che consiste nel guidare e stimolare il figlio sia sul piano psicologico, sia su quello comportamentale. Un equilibrio tra la funzione di sostegno e la funzione di guida risulta essere lo stile educativo che maggiormente favorisce un adeguato superamento di questa fase di transizione.

I genitori devono essere consapevoli che il figlio, per esplorare tranquillamente e sperimentare la possibilità di vivere in modo indipendente, deve essere sicuro di poter sempre contare su di loro, e di ritrovarli sempre al suo ritorno. E’ fondamentale quindi rispondere alle richieste d’aiuto dei ragazzi, sostenere la loro ricerca di autonomia cercando di non trasmettere timori sul mondo esterno e sopratutto sulle loro capacità e risorse.

Bibliografia

Alfano S., Miniaci R., L’emancipazione dei genitori dai figli: l’adolescenza, tratto da: http://www.psychomedia.it/pm/grpind/family/alfano-miniaci.pdf

Bowlby J. (1989), Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento. Raffaello Cortina Editore, Milano.

Masina E. (a cura di) (2000), La trattabilità in adolescenza. Problemi nella psicoterapia psicoanalitica, Franco Angeli, Milano.

Oliverio A., Oliverio Ferraris A. (2002), Fondamenti di psicologia dello sviluppo, Zanichelli, Bologna.

Oliverio A., Oliverio Ferraris A. (2004), Le età della mente, Bur, Milano.

Winnicott D.W. (1991), Dalla perdita alla psicoanalisi, Martinelli, Firenze.

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