Recensione di “Nell’intimo delle madri. Luci ed ombre della maternità” di Sophie Marinopoulos

Marinopoulos

Nell’intimo delle madri. Luci ed ombre della maternità.

Sophie Marinopoulos è psicologa clinica e psicoanalista; partecipa a numerose ricerche sulla famiglia e dirige il servizio di Prevenzione e di Promozione della Salute Psichica a Nantes.

Anno di pubblicazione: 2005

Saggio

“Un bambino può nascere solo dopo la nascita della maternità di sua madre. Prendersi cura della nascita significa prendersi cura della nascita della madre e di quella del bambino”.

E’ questo, a mio avviso, l’insegnamento che vuole lasciarci Sophie Marinopoulos con il suo grande saggio, lavoro nato dall’esperienza clinica ventennale con le madri. Madri che uccidono, madri che desiderano un figlio al punto di sfidare la sterilità, madri che abbandonano; madri che subiscono la tragedia, poco riconosciuta, di un’interruzione spontanea di gravidanza; madri che vorrebbero essere perfette, madri amorevoli. Insomma, questo libro da voce a tutte le madri, sopratutto a quelle che nella società non hanno diritto ad esprimersi.

L’autrice ci parla del loro intimo, della loro vita psichica, del profondo. Si sofferma su quanto la società rifiuti il fatto che una gravidanza possa portare ad emozioni e vissuti contrastanti e contraddittori: da un lato la donna può sentirsi felice, appagata, completa, entusiasta, generativa; dall’altra piena di dubbi, paure, angosce, solitudine. Ma tutto questo dev’essere tenuto nell’ombra, celato sotto il falso mito dell’ “istinto materno”, il mito di una donna capace sempre e comunque di passare da donna a madre; un mito tanto rassicurante per l’intera società, che non può permettersi di guardare in faccia una realtà troppo dolorosa per non essere negata. “Cosa fa si che organizziamo e fabbrichiamo silenzio, oblio, negazione?” Probabilmente “un’angoscia personale inconfessata e inesprimibile (…) che si traduce sistematicamente in un rifiuto di parlare di un argomento che appartiene al mondo dell’inconscio? E questo mondo è in relazione con una madre impudica, imperfetta, quella stessa che avrebbe potuto gettarci nell’abisso dell’assenza?”

La psicoanalista francese mette in guardia dai pericoli di questa negazione collettiva: solo in Francia nascono ogni anno 750.000 bambini di cui 700 vengono abbandonati alla nascita, migliaia vengono tolti ai genitori per maltrattamenti; alcuni non nascono vivi, altri nascono disabili, altri ancora non piaceranno ai genitori; tantissimi non verranno uccisi “fisicamente” ma “psichicamente”, infliggendogli delle piccoli o grandi umiliazioni, non riconoscendoli per quello che realmente sono, e facendoli crescere con un “Falso Sé”.

L’autrice auspica che, da un lato, le donne riescano ad uscire dal loro silenzio, che riescano ad esprimere in parole il loro vissuto; dall’altro auspica una maggiore attenzione a questo tema da parte dei poteri pubblici come di tutta la società, in un’ottica preventiva: “operare per la nascita alla vita significa lavorare per la nascita dei padri, delle madri e dei bambini. Significa prendersi cura della nascita della famiglia. Se capissimo questo, se provassimo a elaborare un ‘involucro empatico sociale non giudicante’ sapremmo prestare un’attenzione autentica a tutte queste nascite”.

Ho trovato particolarmente illuminante questo saggio, sia come psicologa che come donna. L’autrice è riuscita a trattare questi argomenti con grande delicatezza e sensibilità, con empatia e profondità. E’ un libro scorrevole, in cui nozioni psicologiche e psicoanalitiche vengono arricchite con descrizioni di esperienze reali, nonché da dati medici, sociologici e storici.

E’ un volume che consiglierei vivamente a tutte le future madri, a donne già madri e ai padri, oltre che a tutti i professionisti che si trovano a contatto con le donne.

Ciò che ha di speciale è che riesce ad esprimere come la maternità inizia nella mente delle donne, si costruisce durante l’infanzia e, un giorno, si manifesta, in vari modi, con un desiderio di un figlio. Cosa che mette in luce come ci siano due dimensioni inprenscindibili della gravidanza: nel ventre e nel pensiero.

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