Si sente spesso parlare della Depressione post-partum, ma l’attuale letteratura scientifica riporta che in fase perinatale l’ansia è comune almeno quanto la depressione.
Secondo una meta-analisi pubblicata sul Journal of Clinical Psychiatry, una donna su cinque in gravidanza soffre un disturbo d’ansia; inoltre, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDA), circa 90.000 donne soffrono di sintomi d’ansia e depressivi nel periodo perinatale, con percentuali che variano dal 10 al 23% in gravidanza e dal 10 al 40% nel post-partum.
I motivi più frequenti per cui una donna in gravidanza può sperimentare ansia sono:
- il timore di non riuscire a preservare la sua salute e quella del bambino;
- l’esperienza del parto (se in forma molto forte si parla di Tocofobia);
- la relazione che instaurerà col bambino; a volte le madri pensano: sarà positiva o finirò per ripercorrere gli stessi errori commessi dai miei genitori?
Nel post-partum invece l’ansia può avere a che fare con:
- Il timore di non reggere la responsabilità che un figlio comporta e non riuscire ad accudirlo al meglio;
- la preoccupazione per la sua salute e sopravvivenza, soprattutto nei casi di nascita prematura o di malattie congenite del bambino;
- Il timore nell’affrontare la separazione del bambino per l’inserimento al nido, l’affidarlo ad altre persone e il rientro a lavoro.
Possono talvolta svilupparsi dei veri e propri Disturbi d’Ansia come il Disturbo d’Ansia generalizzato, una Fobia Specifica o un Disturbo di Panico. Possono presentarsi anche disturbi correlati come come il Disturbo Ossessivo-Compulsivo e il Disturbo da Stress Post-Traumatico.
Quando approfondire?
Non sempre le preoccupazioni sono così intense da meritare un approfondimento, spesso può essere risolutorio affrontarle col partner, familiari, amici e altre figure di riferimento. Ma quando le preoccupazioni interferiscono con il funzionamento quotidiano e causano un notevole disagio sono considerate anormali e possono essere incluse in un disturbo d’ansia. È bene tuttavia evitare l’autodiagnosi e rivolgersi ad un professionista che attraverso colloqui, osservazione, questionari e test potrà capire se si tratta di un disturbo d’ansia vero e proprio e come intervenire.
Se pensi di vivere questa problematica puoi contattarmi per chiedere maggiori informazioni o fissare un appuntamento.
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Maria Grazia Flore
Psicologa, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR
Fonti
Fondazione Onda e.t.s https://fondazioneonda.it/it/
Quatraro R.M., Grussu P. (2018). Psicologia clinica perinatale. Dalla teoria alla pratica, Erikson, Trento.
